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29 | 07 | 2010
MOTORIDUTTORI AD ASSI PARALLELE ED ORTOGONALI

MOTORIDUTTORI AD ASSI PARALLELI

Caratteristiche

  • Fissaggio universale <<simmetrico>>: idoneità al montaggio orizzontale o verticale
  • Carcassa monolitica di ghisa rigida e precisa; elevata capienza d'olio
  • Albero lento cavo di serie, predisposizione per dispositivo antiretro, possibilità di albero veloce bisporgente
  • Possibilità di applicare motori di grandezza notevole e di sopportare elevati carichi sulle estremità d'albero
  • Possibilità di realizzare azionamenti multipli, senza vincoli fra i sensi di rotazione entrata/uscita a 90°
  • Grandezze intermedie 140, 180, 225, 280, 360, concepite - dimensioni simili alle grandezze precedenti 125, 160, 200, 250, 320, sopportazione asse lento <<sporgente>> - per essere anche una serie di affiancamento per impieghi particolari; tre grandezze doppie, normale e rinforzata, 63 e 64, 80 e 81, 320 e 321
  • Flessibilità di fabbricazione e di gestione
  • Elevata classe di qualità di fabbricazione
  • Manutenzione ridottissima
  • Motore normalizzato IEC
  • Prestazioni elevate, affidabili e collaudate
  • Questa serie di riduttori e motoriduttori unisce, esaltate, le classiche caratteristiche dei riduttori ad assi paralleli e ortogonali - robustezza, rendimento, compattezza, affidabilità - con quelle derivanti da una moderna concezione progettuale, di fabbricazione e gestionale - idoneità anche ai servizi più gravosi universalità e facilità d'applicazione, ampia gamma di grandezze, servizio, economicità - tipiche dei riduttori di qualità costruiti in grande serie.

Riduttore

  • Fissaggio universale con piedi integrali alla carcassa su 4 facce (3 facce per rotismo: l grand. 63 ... 100, Cl grand. 50 ... 100, C3l, ICI) e con la flangia B14 su 2 facce (1 faccia rotismo 2l, 3l e 4l grand. 50 ... 125); riduttori e motoriduttori 2l, 3l grand. 50 ... 125 e 4l grand. 63 ... 125 con incavo di reazione per fissaggio pendolare: flangia B5 con centraggio <<foro>> montabile sulle facce con flangia B14; il disegno e la robustezza della carcassa consentono interessanti sistemi di fissaggio pendolare, di accoppiamento motore con piedi e di attacco per dispositivi ausiliari;
  • Riduttore dimensionato in ogni parte per essere equipaggiato con motori di grandezza notevole, per trasmettere elevati momenti torcenti nominali e massimi, per sopportare elevati carichi sulle estremità dell'albero lento e veloce;
  • Albero lento cavo di serie di acciaio, con cava linguetta e gole anello elastico per estrazione (escluse grandezze 50 e 63); albero lento normale (sporgente a destra o a sinistra) o bisporgente.
  • Motoriduttori MR 4l (grand. 63 ... 125), MR C3l (grand. 50 ... 125) con prerotismo formato da 2 ingranaggi cilindrici coassiali per ottenere elevati rapporti di trasmissione, con motore normalizzato, in modo compatto ed economico;
  • Modularità spinta a livello sia di componenti sia di prodotto finito;
  • Dimensioni normalizzate e corrispondenza alle norme;

Motore elettrico

Esecuzione normale

  • Motore normalizzato IEC;
  • Asincrono trifase, chiuso ventilato esternamente, con rotore a gabbia;
  • Polarità unica, frequenza 50 Hz, tensione Δ 400 V ± 10% a partire dalla grandezza 160;
  • Protezione IP 55, classe isolamento F, sovratemperatura classe B;
  • Potenza resa in servizio continuo (S1) e riferita a tensione e frequenza normali; temperatura massima ambiente di 40 °C e altitudine di 1000 m: se superiori interpellarci;
  • Capacità di sopportare uno o più sovraccarichi - di entità 1,6 volte il carico nominale - per un tempo totale massimo di 2 min ogni ora;
  • Momento di spunto con inserzione diretta , almeno 1,6 volte quello nominale (normalmente è superiore);
  • Forma costruttiva B5 e derivate.

Motore autofrenante

  • Motore normalizzato IEC con le stesse caratteristiche di quello normale;
  • Costruzione particolarmente robusta per sopportare le sollecitazioni di frenatura; massima silenziosità;
  • Freno elettromagnetico a molle alimentato in c.c.; alimentazione prelevata direttamente dalla morsettiera; possibilità di alimentazione separata dal freno direttamente dalla linea;
  • Momento frenante proporzionato al momento torcente del motore (normalmente Mf ≈ 2 Mn) e registrabile aggiungendo o togliendo coppie di molle;
  • Possibilità di elevata frequenza di avviamento;
  • Rapidità e precisione di arresto;
  • Leva di sblocco manuale con ritorno automatico; asta della leva asportabile.

Motore autofrenante per traslazione

  • Motore in esecuzione speciale per movimenti di traslazione che garantisce avviamenti e arresti progressivi; questo consente di evitare - in modo affidabile ed economico - problemi di scosse, slittamenti, sollecitazioni eccessive, oscillazioni di carichi sospesi.
  • L'avviamento progressivo è ottenuto modificando la curva caratteristica <<momento torcente-velocità angolare>> del motore e prolungando il tempo di avviamento con l'aumento del momento di inerzia J0 del motore ottenuto con l'applicazione di un volano.
  • I motori sono adatti a sopportare lunghi tempi di avviamento (2÷4 s) che l'avviamento progressivo comporta.
  • L'avviamento progressivo sopradescritto può essere integrato da una resistenza inserita in serie su una o più fasi durante l'avviamento: in caso di necessità interpellarci.
  • Per traslazioni <<leggere>> è disponibile in alternativa il motore autofrenante tipo HFV (prefisso alla designazione) con freno di sicurezza e/o stazionamento a c.c. (grand. 63 ... 132), per la massima economicità di applicazione.
  • L'avviamento e l'arresto progressivi sono garantiti dalla presenza della ventola di raffreddamento di ghisa (momento di inerzia J0 superiore) e da un moderato momento frenante (non regolabile,  normalmente Mf ≈ Mn).
  • L'ingombro motore è ridottissimo e quasi uguale a quello del motore in esecuzione normale, del quale mantiene immutato il dimensionamento elettromagnetico.
  • Idoneità al funzionamento con iverter.
  • Disponibilità anche per alimentazione monofase e in esecuzione speciale: <<Servoventilatore>>, <<Encoder>> e <<Servoventilatore ed encoder>>.
  • L'arresto progressivo è ottenuto grazie alla maggiore energia posseduta dal motore (per il suo elevato momento d'inerzia) che prolunga il tempo di arresto e al momento frenante sempre proporzionato al momento motore (con la possibilità di essere diminuito all'occorrenza).
  • Sono previsti motori a doppia polarità 2.4, 2.6, 2.8, 2.12 poli.